domenica, 22 febbraio 2009,20:20
Nuova rubrica, visto che a quanto pare gli affezionati lettori sono oltremodo sconvolti dalle risposte che ricevono nella rubrica del q & a.
Questa trattera', seppur in modo abbastanza superficiale e accennato, dei piani per la distruzione del nostro pianeta e dell'universo tutto.
Progetto N.1
Con l'ausilio di un ciclotrone, bombardare con particelle accelerate il nucleo del globo terrestre, provocando cosi' un'esplosione a dir poco "Craptacular".
Usare con prudenza.
mercoledì, 11 febbraio 2009,20:12

"Heaven queen, carry me
Away from all pain
All the same take
me away
We're dead to the world"
Nightwish
sabato, 07 febbraio 2009,21:19
"Sono millenni che vivo qui, eppure cazzo ancora non riesco a smettere di meravigliarmi."
Il criceto impagliato appeso al suo collo non rispose.
"Sei mesi di oscurita', il profumo del mare, la gelida brezza salata che ti passa nei capelli, un freddo penetrante. E hai notato come la gente si faccia gli affari suoi?"
Da fuori sembrava solamente un individuo sciroccato. Una camicia bianca e un paio di pantaloni rossi, un topo morto al collo e la straordinaria tendenza a parlare da solo a voce alta. Il volto martoriato da cicatrici di tagli paralleli tutti della stessa lunghezza. Un piccolo diapason nelle mani.
"Cazzo amo i Norvegesi. Loro si che hanno capito come si sta al mondo. Dicono che siano depressi a causa del buio e del freddo, ma secondo me sono solo un mucchio di stronzate."
I moli erano poco trafficati, il caos della mattina era gia' scomparso. L'odore del pesce tuttavia ancora riempiva l'aria, di cui lo strano individuo si inebriava. Svolto' a sinistra dopo essere giunto in fondo a quel settore del porto, rientrando all'interno della citta'.
"Lo sai che i Taake hanno scritto un album che si chiama Hordaland Doedskvad? Pensa te che teste di cazzo, fare un album che si chiama come una regione della Norvegia. Ma devo dire che ci vanno giu' pesante."
Si inoltro' per vicoli silenziosi, serpeggiando attraverso stradine che conosceva a menadito solo per trovarsi su un grosso corso trafficato, pieno di macchine e moto che scorrevano in maniera ordinata in entrambe le direzioni.
"Quello che non ho mai capito e' il mangiarsi le fottute balene. Cioe', non me ne frega niente, pero' come cazzo puoi mangiarti le balene dopo che le vedi giocare nei parchi acquatici. E' come se ti mettessero sotto il naso un filetto di delfino, cazzo, non puoi mangiarti il delfino, ti viene in mente il povero Flipper, o quegli altri stronzi delfini della televisione. Ti si ingarbuglia lo stomaco."
Si fermo' davanti a un portone che si apriva nel muro quasi ininterrotto di palazzi, mentre alle sue spalle ancora infuriava lo spietato traffico, che nonostante tutto era abbastanza scorrevole. Lo strano tipo spinse tutti i pulsanti dei citofoni, a caso, fino a che qualcuno, esasperato, non gli apri'. Lui entro' senza pronunciare nemmeno una parola, ma quando fu dentro riattacco'.
"Sai amo i Norvegesi ma e' gente strana, c'hanno una cultura che non lo so da dove cazzo gli viene. Son tutti sempre ben inquadrati, precisi, calmi e tranquilli, sembrano tutti dei coglioni dipendenti di una qualche azienda che schiaffa i suoi impiegati in uno stanzone diviso in cubicoli, col loro bel computerino e tutto il resto. Perfino gli scaricatori di pesce si mettono la giacca e cravatta tra un po'."
Salite le scale, si fermo' al sesto piano e percorse il corridoio su cui si aprivano diverse porte che conducevano ad altrettanti appartamenti. Lesse con cura i nomi impronunciabili sui campanelli, finche' non trovo' quello che gli interessava. Suono'.
"Pero' no, devo ammettere che sono poco giusto. Ci sono anche un sacco di metallari sfondaculi qui in Norvegia, che dicono fanculo a te, fanculo alla tua giacca e alla tua cravatta, fanculo al tuo computer, fanculo al tuo pesce. Quelli si che sono degli eroi."
La porta si apri', rivelando l'espressione incuriosita e al contempo seccata di un giovane ragazzo dagli occhi celesti e dai corti capelli biondi, tirati su con un po' di gel. L'individuo con i pantaloni rossi sferro' un calcio alla porta facendola spalancare, e sbattendola in faccia al ragazzo che volo' indietro sul pavimento perdendo sangue dal naso.
Istintivamente, il ragazzo passo' una mano di fronte come se stesse accarezzando l'aria che aveva davanti, ed una coltre di nebbia fitta scese nella stanza. Lo strano tipo entro', noncurante, e si richiuse la porta alle spalle con un colpo di tacco. Non si vedeva a un palmo dal proprio naso, ed il ragazzo era gia' sfuggito al suo campo visivo.
Il Titano fu implacabile. Pur senza vederlo, e senza che cio' lo turbasse minimamente, rimase davanti alla porta e sollevo' il diapason. Con il colpo di un dito lo fece vibrare, e in quell'istante il potere flui' fuori dal suo corpo.
Le vibrazioni del diapason crebbero in intensita' e in volume, e si propagarono in brevissimo tempo per la stanza nebbiosa. I vetri si ridussero in mille pezzi. L'intonaco cadde dalle pareti, le lampadine esplosero, e le tende presero a scuotersi furiosamente mosse da quella immensa e invisibile potenza.
La nebbia si infitti', ma l'istante successivo comincio' a diradarsi. E dopo appena pochi secondi venne completamente spazzata via, come se non fosse mai stata presente, mentre, al tempo stesso, il terribile suono di diapason si affievoliva.
Il ragazzetto era li' per terra, con pezzi di materia cerebrale che fuoriuscivano dalle sue orecchie, gli occhi e la bocca spalancati in una grottesca espressione di agonia. Un fumo giallastro usciva dalle sue labbra, per poi dissolversi a contatto con l'aria.
Il Titano volto' le spalle e si rimise a giocherellare col diapason, mentre usciva dalla stessa porta che l'aveva condotto li' dentro.
"Secondo te cosa cazzo vuol dire Doedskvad?"